Il numero dei commenti non è l’indice di gradimento del tuo prodotto!

E’ da un po’ che volevo scrive un post sull’argomento “commenti nei blog”.
Non è nè un post che vuole insegnare il lavoro agli altri, nè tanto meno una brutale critica a chi lavora in maniera diversa da me, è semplicemente un dato di fatto.
E’ ormai luogo comune che, se un blog non ha molti commenti, non è un blog figo così come è un luogo comune che se un post non viene commentato significa che non viene letto …sfatiamo questo mito!

Sempre più aziende si appoggiano ai blogger sia come supporto promozionale e sia per avere un effettivo riscontro su di un determinato prodotto (vedi recensioni etc.). Proprio per questo occorre fare un po’ di chiarezza sulla questione commenti, utile supporto per avere qualche feedback in più.

Da ciò che sto vedendo ultimamente in rete, sta dilagando l’idea che sia utile commentare in qualsiasi modo, purchè si commenti.
Da questo ne deduco che lo spropositato numero di commenti su di un blog non è indice nè di qualità nè di effettivo gradimento del prodotto. Così come la mancanza di commenti non significa che il post inerente ad un determinato argomento non venga letto, significa semplicemente che chi ha letto il post non ha commentato, non ha espresso la propria opinione.
Cosa ne penso? “Meglio un commento spontaneo, che mi dà un effettivo riscontro su ciò che ho scritto, piuttosto che dieci commenti sterili (con sterili intendo scritti con il copia/incolla)“.

Occorre, inoltre, tenere conto anche di un altra cosa: spesso chi utilizza internet in maniera “casalinga” legge il post, si fa un’idea e, se il prodotto è recensito/pubblicizzato/sponsorizzato bene, è anche probabile che venga influenzato da ciò che ha letto. Ma spesso e volentieri NON commenta, si limita a leggere e probabilmente non sa nemmeno come si fa a commentare o, magari, non ne ha voglia.

Internet è entrato nelle case degli italiani in maniera imponente solo negli ultimi anni, la maggior parte delle persone ha ancora un approccio basilare con esso. Chi commenta sui blog è perchè, in linea di massima, ha anch’esso un blog.

Non me ne vogliano siti come ZZUB o trnd (siti di marketing basato sul passaparola), con cui collaboro e che ritengo essere siti seri e ben strutturati, ma quando un’azienda che vuole coinvolgere i blogger nella propria rete promozionale mi chiede che tipo di strategia utilizzare, sono costretta a dire la verità e cioè che il tutto dipende da quali sono i propri obiettivi e qual’è la politica aziendale: se si mira più alla quantità o alla qualità del feedback.
Sono costretta a dire che, purtroppo, non sempre i blogger che collaborano con questi siti gestiscono blog di qualità, con commenti di qualità; che probabilmente NON si avrà un feedback veritiero sull’effettivo gradimento o no del prodotto/servizio e che quindi, se si mira alla qualità del feedback, è meglio selezionare da se i propri blogger collaboratori.
Se si mira, invece, solo ed esclusivamente alla quantità di persone che parlano del prodotto sul web, allora va benissimo appoggiarsi ai suddetti siti (siti che, tra l’altro, chiedono espressamente di fare un passaparola veritiero a chi partecipa alle loro campagne e non copia/incolla di elogi che sembrano voler convincere chi legge della qualità del prodotto). Detto questo, a collaborare con i siti di passaparola on line ci sono anche blogger che sanno lavorare bene, quindi, è anche possibile, per le aziende stesse, trovare lì i propri futuri collaboratori.

Quindi, cari amici blogger, non voglio insegnare il lavoro a nessuno, solo darvi qualche spunto di riflessione. Non serve a niente commentare facendo copia/incolla, dando la stessa identica risposta su dieci post in dieci blog diversi. Non serve alle aziende e non serve ai blog. Serve solo a dare un falso feedback all’azienda, che prima o poi si accorgerà dell’inganno, e a screditare il nome e la qualità del lavoro di siti come ZZUB e trnd.
Rispondete a chi commenta sul vostro blog, non commentate solo i blogger che ricambiano i vostri commenti e, soprattutto, commentate per il piacere di farlo!

E’ anche vero che ci sono aziende che richiedono un certo numero di commenti per poter essere accettati nel loro network di marketing on line, comprensibile fino ad un certo punto forse, ma anche in questo caso i fattori da analizzare per capire il perchè sono tanti.
Una cosa è certa, l’azienda che si appoggia ai blogger dovrebbe farlo anche per avere un riscontro veritiero sul campo e non solo per essere visibile sul web, soprattuto se chiedeno delle recensioni e non delle promozioni. Recensire significa che ti do la mia opinione sul prodotto/servizio, promuovere significa che ne parlo bene a prescindere.

A tutti fa piacere ricevere commenti sul proprio blog, ma commentate in modo più umano e con un minimo di buon senso, non come delle macchine da guerra! Non serve fare a gara a chi ha più commenti e/o più follower. Cerchiamo di utilizzare questo eccezionale strumento che è il web per interagire tra di noi e per supportare le aziende nel migliore dei modi.

  • Rappresentantediclasse

    Cara Alessandra i miei complimenti!!!
    Io sono una di quelle tante aziende che lavora con i blogger, facendo testare i propri prodotti.
    Quando poi leggo i post e i vari commenti…rabbrividisco. i post sono dei Copia/incolla da catologhi o da altri blog….I commenti tutti sdolcinati ma che non c’entrano nulla….senza poi considerare gli errori di grammatica. Mi è’ capitato di lasciare dei commenti di disappunto al proprietario del blog…ma il mio commento è stato cancellato.
    Ti rinnovo quidi i miei complimenti e ti esorto a continuare così. 🙂
    Elena

    • La ringrazio Elena per i suoi complimenti e per il suo commento, il vostro apprezzamento è molto importante, soprattutto per il reciproco supporto che aziende e blogger possono darsi.

      Grazie ancora,
      Alessandra

  • Sottoscrivo con il sangue e la bile. 😀

    • Mi fa piacere sapere che non son lunica a pensarla così 🙂

      P.S.: sorry per la lagnosità di questi giorni, ma stavo proprio a terra.

  • Serra Tecla

     Sono d’accordissimo con te Alessandra!

  • Diciamo che secondo me è possibile educare le aziende alla scelta verso la qualità, spiegandone i vantaggi, poi è ovvio che è sempre questione di scelte personali. Come dici tu, c’è a chi piace Moravia e a chi i romanzi più “leggeri”, ciò non toglie che analiticamente, Moravia ha fatto e fa parte della storia della letteratura in maniera qualitativa e non solo quantitativa, mantre tantissimi scrittori dopo il boom mediatico non lasciano traccia di se.

  • Grazie per il tuo commento Asiul, hai colto nel segno! Ci può stare il commento sul blog dell’amica, anzi! Tutt’altra cosa sono i commenti copincollati spudoratamente, dove vedi che non c’è assolutamente nessun interesse per ciò che hai scritto. È vero che il mercato richiede quello, ma siamo noi a crearlo questo mercato e siccome ci sono anche tante aziende che non conoscono nemmeno la differenza tra un blog e una pagina facebook, siamo noi a doverli incanalare nella direzione giusta.

  • Anch’io penso che la qualità di quanto scritto non si decida dal umero dei commenti.Lo stesso dicasi per i libri. Non è certo il numero di copie vendute a deciderne la bellezza. Non trovi?
    A volte si cede alla tentazione di lasciare il commento nel blog di un’amica per farle piacere e perché, in fondo, non ci costa poi molto. I marchi o le community dovrebbero puntare più sulla qualità, certo, e quando si giudica dal numero dei click inorridisco sempre un po’. Il mercato vuole questo ahinoi!Sebbene non sia d’accordo con certa politica. Si trova, grazie al cielo, della qualità in giro e quando capita è sempre un piacere trattenersi qualche minuto in più a leggere o condividere le proprie idee…

    • Grazie per il tuo commento Asiul, hai colto nel segno! Ci può stare il commento sul blog dell’amica, anzi! Tutt’altra cosa sono i commenti copincollati spudoratamente, dove vedi che non c’è assolutamente nessun interesse per ciò che hai scritto. È vero che il mercato richiede quello, ma siamo noi a crearlo questo mercato e siccome ci sono anche tante aziende che non conoscono nemmeno la differenza tra un blog e una pagina facebook, siamo noi a doverli incanalare nella direzione giusta.

      • Sì, lo penso anch’io. Alla fine se la richiesta viene indirizzata verso la qualità il mercato non dovrà far altro che piegarsi…. ma secondo te è possibile?
        Mi domando quanta, a questo punto, qualità ci sia in giro e quanto di tutto questo è frutto di scarsità d’interesse per qualcosa di più profondo?
        Io amo molto la lettura – tanto per tornare all’esempio menzionato in precedenza – e quando vado in libreria vengo invasa da scribacchini che si vantano d’essere grandi scrittori ai livelli di Moravia o Llosa!

    • Poi è ovvio che l’ultima parola spetterà sempre e comunque all’azienda con la quale collabori in linea di massima…

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